La Cop21 si è appena conclusa con uno storico accordo tra le nazioni. Per salvare la terra saranno necessari investimenti nella ricerca e in nuove fonti energetiche. Le agenzie spaziali sono pronte ad una nuova corsa allo spazio per rilevare i cambiamenti climatici attraverso una nuova generazione di satelliti.

Stiamo entrando in una nuova era per le misurazioni climatiche: presto sarà possibile raccogliere dati sulle emissioni di diossido di carbonio (CO2) grazie ai satelliti. Il CO2 è il principale responsabile dell’effetto serra e quindi del surriscaldamento globale, causato dall’aumento delle emissioni di questo gas da parte dell’uomo. Da anni si cerca di tenere sotto controllo il fenomeno compiendo rilevamenti in ogni parte del mondo. Ma spesso le misurazioni hanno un margine di errore molto alto.

Oggi i satelliti sono equipaggiati con rilevatori di ultima generazione, questo permette di raccogliere informazioni precise e mirate. Nel mese di luglio dello scorso anno la NASA ha lanciato in orbita il primo satellite per la misura della quantità di CO2 nell’atmosfera. È stata osservata la concentrazione di carbonio grazie a macchie colorate in base all’intensità delle emissioni. “La sfida adesso è convertire le immagini in dati” afferma Steven Pawson, studioso del Goddard Space Flight Center della NASA.

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Allo studio troviamo anche altri progetti con gli stessi obiettivi. L’Unione Europea sta promuovendo lo sviluppo di un sistema universale di misurazione, raccolta e verifica dei dati sulle emissioni, mentre in Cina è già all’opera un team di scienziati che il prossimo anno spedirà nell’atmosfera un satellite per il monitoraggio della quantità di diossido di carbonio. La Cina è il paese in cui viene rilasciata più CO2 al mondo e il margine di errore nei controlli è rilevante: si stima che tra il 2000 e il 2013 sono state registrate 3 milioni di tonnellate di CO2 in meno rispetto al valore reale.

Con i satelliti, questi errori grossolani possono essere evitati. “La tecnologia corrente non è abbastanza potente per fornire valori perfetti, ma se ci fossero pesanti travisamenti sarebbe possibile accorgersene” aggiunge Pawson. Grazie a questi dispositivi si può studiare con precisione la quantità di gas serra in determinate aree urbane e misurare i cambiamenti nelle foreste, fornendo dati più accurati che permetterebbero un’azione mirata.

I controlli permetteranno di avere più chiaro il quadro della situazione, si potrà scoprire più velocemente dove agire per diminuire l’inquinamento e l’effetto serra.

Gaia Di Federico