A Parigi i potenti del mondo hanno raggiunto “un accordo storico, il mondo trattiene il fiato e conta su tutti noi” ha detto visibilmente emozionato il ministro francese degli Esteri e presidente della cop21 Laurent Fabius. E il globo trattiene il fiato nel vero senso della parola: Pechino è invasa dai gas.

Per dimostrare a tutto il mondo la loro potenza economica, le nazioni hanno messo mano al portafolio per costruire fabbriche e industrie, non curanti dell’ambiente. Alberi tagliati, laghi inquinati, aria irrspirabile: questo è stato il risultato. Abbiamo barattato l’acqua e l’atmosfera del nostro pianeta in cambio di danaro. Troppo tardi ci siamo accorti che i soldi non si respirano.

Mentre l’Asia è avvolta dalla cortina dei gas, il Mediterraneo ha rivisto il “respiro” dell’Etna. Uno spettacolo magnifico, il pianeta che si rinnova. Da una parte un fumo che distrugge, dall’altra uno che ri-genera la Terra. Forse è stata solo una coincidenza che l’eruzione più violenta degli ultimi vent’anni dell’Etna sia avvenuta in contemporanea con la Conferenza del Clima di Parigi, come se il nostro pianeta dicesse: “Ehi, sono vivo! Se continuate così le cose andranno male!”

Quale futuro vogliamo lasciare ai nostri figli? Quale aria vogliamo fargli respirare? Ma soprattutto: siamo sicuri che la Terra non si ribelli al nostro scellerato disprezzo nei suoi confronti?

Fabio Beretta