Un anno fa Rosetta, quest’estate Astro-Samantha, e ora grazie a ExoMars l’ingegneria italiana torna a far parlare di sé nel campo dell’esplorazione interplanetaria

Lo scorso anno, nella spedizione d’atterraggio sulla cometa 67PG-C, da parte della sonda Rosetta, l’ingegneria italiana giocò un ruolo fondamentale. Pochi mesi dopo, a riempire le prime pagine dei quotidiani  ci pensava Astro-Samantha, una cosmonauta che ha lasciato un’inconfondibile firma italiana nella missione durata sette mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Adesso ExoMars, un avanzato programma di esplorazione di Marte, parlerà in buona parte italiano.

L’obiettivo è far atterrare sul pianeta uno strumento di 600 kg, attraverso il quale si può acquisire una grande quantità di dati sulla composizione e sulle proprietà del suolo marziano. A sua volta, ExoMars rientra in un programma più ampio, detto Exo-biology, che ha lo scopo di ricercare eventuali tracce di vita, non solo nel sistema solare ma in tutto l’universo.

La prima missione, realizzata con la collaborazione della società russa Roscomsos, inizierà tra il 14 e il 25 marzo 2016, con il lancio della sonda Trace Gas Orbiter (TGO), che in sei mesi raggiungerà il pianeta rosso. Giunto nell’atmosfera, libererà il modulo di discesa Entry and Descent demonstrator Module (EDM), dedicato allo scienziato italiano Giovanni Schiapparelli. EDM, nel violento abbassamento di quota, sarà in grado di acquisire i primi dati sull'”aria” marziana. Dopo l’atterraggio potrà avviare la stazione meteo Dreams, costruita presso Istituto Nazionale di Astrofisica di Capodimonte.

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Contemporaneamente, TGO eseguirà alcuni spostamenti per modificare la sua orbita per essere in grado, nei primi mesi del 2017, di procedere alla mappatura del pianeta. Il tutto nell’attesa della seconda e conclusiva missione del 2018, quando il satellite potrà comunicare con il rover incaricato di traforare il suolo di Marte, nella speranza di trovarci biotracce.

In ExoMars, l’Italia ricoprirà un ruolo da protagonista: l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha persino affidato all’italiana Thales Alemia Space l’intera leadership della spedizione nello spazio . Inoltre, il 33% dell’esplorazione europea su Marte sarà gestito dall’Italia. Non solo: i generatori fotovoltaici, i sistemi di distribuzione che donano energia, così come i sensori per l’orientamento e i componenti dello strumento di osservazione Cassis e la trivella che permetterà di scavare il suolo fino a due metri di profondità saranno tutti quanti dispositivi “made in Italy”. ExoMars può dimostrare al mondo che l’Europa è in grado di essere in campo nell’esplorazione spaziale, primato indiscusso degli Stati Uniti.

Paolo Negri