La scienza non ha confini: inizia una collaborazione tra studiosi italiani e cinesi

C’è tempo fino al 15 dicembre per presentare le proposte di ricerca inerenti al bando per la cooperazione scientifico – tecnologica tra Italia e Cina. Le aree coinvolte dal progetto saranno: biotecnologie e medicina; ambiente (bonifica del suolo, purificazione delle acque e rilevazione dell’inquinamento); nanoscienze e materiali avanzati; fisica (fisica delle alte energie); aerospazio (esplorazione dello spazio profondo, telerilevamento); urbanizzazione sostenibile (città intelligenti, Internet delle cose, ICT).

Il bando non è solo una grande occasione per le realtà medio/ piccole italiane di mettersi in contatto con il dragone rosso, ma sarà una forte occasione per rinsaldare le relazioni scientifiche e di ricerca tra i due paesi. A tal proposito una delegazione guidata dal ministro Giannini è partita, lo scorso 16 novembre e rientrata il 20, per seguire il “Forum scientifico Italia-Cina 2015”.

Quest’evento si tiene ogni anno e rimbalza dal nostro paese al paese asiatico, fornendo l’opportunità a oltre 160 realtà italiane di confrontarsi con circa 600 enti cinesi. “L’amicizia tra Italia e Cina ha una storia millenaria e con occasioni come questa è possibile consolidare ulteriormente i nostri rapporti verso un futuro che sia reciprocamente stimolante” così ha dichiarato Fabrizio Cobis, delegato del MIUR il giorno di chiusura della manifestazione.

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Investire in Cina può risultare fondamentale per il nostro paese, secondo le stime del rapporto OutLook su scienza, tecnologia e industria elaborato dall’OECD ( Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), il colosso asiatico arriverà ad investire nel 2019 circa 400 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo, aumentando di otto volte la cifra dedicata a questo settore rispetto all’inizio del millennio.

Eventi come il meeting appena concluso e il progetto lanciato dal MIUR aumentano ancora una volta le possibilità di uno sviluppo simbiotico tra la realtà scientifica italiana e quella cinese.

Gianluigi Marsibilio