È stato pubblicato il rapporto annuale sulle pari opportunità nel lavoro: le donne soffrono ancora il predominio maschile. In Italia sono stati compiuti passi avanti rispetto allo scorso anno

La differenza fra il salario medio femminile e maschile è aumentata a discapito delle donne e ci sono meno rappresentanti del sesso femminile nella classe dirigente. E’ quanto emerge da un rapporto pubblicato dalla rivista britannica “The Economist”. Il “glass-ceiling index” è un indice che descrive la barriera che limita le donne nella loro carriera lavorativa. Per il secondo anno consecutivo, la rivista ha reso noti i dati registrati durante il 2015, permettendo una visione d’insieme della situazione.

Il nord Europa si conferma all’avanguardia. La nazione in cui il gentil sesso ha maggiore possibilità di fare carriera, come i loro colleghi, è la Finlandia con un punteggio di 80/100. Questa nazione ha finanziato molti progetti nel campo delle pari opportunità e il 42% dei parlamentari è donna: la percentuale più alta registrata nel mondo. A seguire nella classifica troviamo la Norvegia, la Svezia e la Polonia, anch’esse molto egualitarie nella divisione del lavoro fra uomini e donne.

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La Turchia, entrata quest’anno nel sondaggio, si classifica ultima, preceduta da Giappone e Corea del Sud. In questi paesi, essere una donna che lavora, vuol dire dover fronteggiare una situazione di grande svantaggio rispetto agli uomini. La nazione guidata da Erdogan ha la più alta differenza tra la percentuale di uomini che lavorano e quella delle donne. L’Italia si registra al diciannovesimo posto, salendo di cinque posizioni rispetto allo scorso anno.

Quella per l’acquisizione delle pari opportunità è una lunga battaglia che non si è ancora conclusa. Tutt’oggi, in moltissimi paesi, gli uomini prevalgono nel mondo del lavoro. Qui i risultati dell’indagine: Glass-ceiling index 2015

Gaia Di Federico