La medicina ha fatto passi da gigante, tuttavia non esiste ancora una cura capace di debellare il virus. Gli scienziati affermano che entro il 2030 l’umanità riuscirà a distruggere l’HIV

”Il mondo avrà sconfitto l’AIDS entro il 2030” questo è l’obiettivo di Michel Sidibé, presidente dell’UNAIDS (United Nations Programme on HIV/AIDS). La giornata per la lotta all’AIDS si è celebrata il primo dicembre e per l’occasione proprio l’agenzia per lotta e prevenzione a questa malattia ha rilasciato un rapporto: ”On the Fast-Track to end AIDS by 2030: Focus on location and population”.

Oltre 15,8 milioni di pazienti hanno accesso alle cure, nel 90% dei casi i trattamenti risultano efficaci e i malati riescono a controllare la malattia. Sidibè nel report scrive: ”Oggi abbiamo molte opzioni per fare prevenzione, il migliore sviluppo dei dati a nostra disposizione ci fa trovare giuste opzioni di prevenzione per le persone adatte”. I dati sono migliorati negli ultimi vent’anni: alla fine del 2014 il numero di nuovi infetti era sceso di oltre il 35% dal 2000 e i decessi causati sono crollati di oltre il 42% dal 2004.

I programmi attivati hanno avuti risultati particolarmente positivi in Africa: in Kenya la trasmissione per via sessuale è passata dal 27% del 2013 al 3%; in Botswana programmi di educazione nelle scuole hanno diminuito di oltre 8% la probabilità di contrarre l’AIDS e in alcuni paesi delle Americhe sono stati installati centri appositi per la prevenzione.

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Nel nostro paese si registrano circa 1000 decessi l’anno, l’Italia rimane il paese più contagiato dell’Europa occidentale. Gli italiani sieropositivi sono circa 140 mila e oltre il 15% di questi non ha dei controlli regolari, aumentando la possibilità di trasmissione.

Per battere l’AIDS entro il 2030 siamo sulla buona strada: ”Ogni cinque anni vediamo raddoppiare il numero delle persone sottoposte alle cure salvavita” così il direttore dell’UNAIDS esprime la sua gioia per l’efficacia delle cure. La ricerca non smette di essere fondamentale per distruggere il virus, un team di ricercatori della Rockefeller University di New York ha individuato la molecola che permette la duplicazione dell’HIV ed è riuscita a stoppare questo processo di crescita del virus.

La battaglia, come ricorda il rapporto, ha come orizzonte il 2030. I miglioramenti potranno essere controllati anno per anno da enti di ricerca e dall’UNAIDS, per debellare completamente il numero di nuove infezioni tutti sono d’accordo: bisogna insistere sulla prevenzione.

 

Gianluigi Marsibilio