Inizia oggi a Parigi la Conferenza Mondiale sul clima (Cop 21), un evento coordinato dalle Nazioni Unite. E’ il XXI incontro tra potenze per parlare del futuro e della sostenibilità del pianeta Terra

Alla conferenza saranno presenti oltre 150 capi di stato. L’obiettivo è chiaro: raggiungere un accordo giuridicamente vincolante sulle emissioni dei gas serra e riuscire a contenere entro 1,5 gradi centigradi l’innalzamento delle temperature dall’era pre-industriale. La storia delle conferenze internazionali sul clima inizia nel 1992 a Rio de Janeiro. L’approccio delle nazioni fu confuso, ma si cominciò a parlare di questi temi poiché le ricerche scientifiche stavano facendo emergere una realtà preoccupante legata alle emissioni di gas.

Nel 1997 viene firmato il protocollo di Kyoto: il problema principale legato a questo accordo è stato l’inesistenza di un vincolo a rispettare i patti di diminuire del 5% le emissioni, inoltre l’accordo non venne ratificato nè dai paesi in crescita, nè dagli Usa e nemmeno dalla Russia, che firmò solo nel 2004. L’ultimo incontro in ordine di tempo si svolse a Copenaghen nel 2009, il vertice però si dimostrò fallimentare a causa di mancati accordi sui problemi discussi.

A Parigi si arriva con la prospettiva di creare qualcosa che abbia come orizzonte il 2030, l’Unione Europea si è portata avanti impegnandosi a ridurre del 40% i propri dati sulle emissioni. La consapevolezza su questo vertice è diversa rispetto agli altri appuntamenti, Obama e i suoi consiglieri hanno ripetuto più volte che stavolta non si può più sbagliare.

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I punti principali da discutere sono: fissare un tetto sul riscaldamento globale con un aumento massimo di 1,5-2 gradi centigradi, ridurre le emissioni entro il 2050 del 40-70% e avere un accordo tra nazioni che sia vincolante e preveda sanzioni, creare un borsino annuo di circa 100 miliardi per permettere lo sviluppo dei Paesi in difficoltà e incentivare le rinnovabili.

Il 2015, secondo le stime degli scienziati, sarà l’anno più caldo mai registrato sul nostro pianeta, i dati sono arrivati proprio alcuni giorni fa e caricano di ulteriori responsabilità i rappresentanti dei paesi e delle organizzazioni internazionali.

Gianluigi Marsibilio