Presentato il Global Index Terrorism, rapporto che rivela la drammatica situazione legata agli attacchi terroristici. Dati ogni anno sempre più negativi: i gruppi legati a queste attività acquistano potere

Nel 2014 sono state registrate oltre 32.000 vittime a causa del terrorismo, otto morti su dieci sono avvenute in Afghanistan, Iraq e Nigeria; a rivelarlo è il Global Terrorism Index 2015 redatto da “Institute for Economics and Peace”. L’indice usato per la ricerca è quello del Global Terrorism Database, questo appartiene al circuito molto più ampio National Consortium for the Study of Terrorism and Responses to Terrorism, il più grande database al mondo contenente informazioni sulle attività terroristiche.

I numeri dell’anno appena passato sono preoccupanti, nella precedente annata è stato battuto ogni record riguardante le uccisione compiute dai vari gruppi terroristi attivi nel mondo. I più spietati sono Boko Haram e Stato Islamico, con il 51% delle vittime causato: 6.644 morti, il 77% dei quali civili; i paesi più colpiti sono quelli in cui la presenza di queste armate è più copiosa.

Oltre l’80% in più di vittime, nel 2013 c’erano state 18,111 uccisioni dopo un anno il numero è salito a 32,658 morti; la maggior parte dei casi si è verificato in Iraq, che ha registrato oltre 11,000 vittime. A preoccupare non sono solo i numeri elevati dei crimini compiuti. La lotta al terrorismo ha un costo spaventoso, circa 52,9 miliardi di dollari sono investiti per contrastare questo fenomeno.

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Dal rapporto viene anche analizzato il tema dei Foreign Fighters, dal 2011 nel territorio tra Iraq e Siria sono accorse tra le 25,000 e 30,000 persone pronte a dare la vita per l’ISIS, gli europei sono oltre 3000 e la maggior parte proviene dalla Russia, Regno Unito e Francia. Dall’Italia sono partite meno di 50 persone a rifornire le truppe del califfato.

Oltre ai già citati gruppi terroristici, ci sono anche altri casi di bande molto attive come ad esempio: i talebani e Al-Shabaab, questi gruppi sono tutti riconducibili all’estremismo islamico, ma non solo in oriente si sono sviluppati questi fenomeni. L’occidente è stato colpito svariate volte dopo l’11 settembre, nello scorso anno si sono registrati attacchi clamorosi come quello al museo Ebraico a Bruxelles o in un caffè di Sydney; l’ultimo attacco in ordine temporale è stato quello di due settimane fa avvenuto a Parigi.

I costi legati alle operazioni di sicurezza interna sono altissimi: circa 117 miliardi spesi dalle varie agenzie mondiali di intelligence, queste spese sono salite di oltre 20 miliardi nell’ultimo anno dopo che dal 2001 erano state notevolmente ridotte. Le stime fatte da alcuni esperti prevedono un aumento della spesa per i prossimi anni ma questo, come sottolinea il rapporto, non permette agli stati di investire i propri fondi nella crescita dei singoli paesi.

Gianluigi Marsibilio