La NASA ha osservato la formazione di un esopianeta esterno al sistema solare. Venti anni fa è stata confermata per la prima volta l’esistenza di un pianeta extrasolare. Oggi i nuovi strumenti proiettano gli scienziati verso nuove sensazionali scoperte

Il 19 novembre scorso la NASA ha annunciato di aver osservato un esopianeta in formazione. Per la prima volta, grazie al Large Binocular Telescope, situato in Arizona, e il Magellan Telescope, in Cile, sono state registrate immagini di un pianeta non ancora del tutto costituito. Questo orbita intorno ad una giovane stella, LkCa15, a 450 anni luce di distanza dalla Terra. Lo studio, portato avanti da Stephanie Sallum e Kate Follette dell’università dell’Arizona, è un ulteriore passo avanti nella scoperta degli esopianeti.

Nel 2015 ricorre il ventesimo anniversario della scoperta del primo esopianeta, un corpo osservato indirettamente nel 1995 dagli scienziati Michel Mayor e Didier Queloz. La scoperta, confermata pochi mesi dopo da diversi team di studiosi, ha dato inizio ad una serie numerosissima di osservazioni e studi, dando vita ad una nuova branca dell’astronomia che va alla ricerca di ciò affascina l’umanità da secoli: una nuova Terra.

Dai tempi degli antichi greci, menti visionarie hanno ipotizzato l’esistenza di un pianeta simile al nostro che ruota intorno ad un proprio Sole, in cui le condizioni atmosferiche potrebbero essere favorevoli alla vita. Secondo Metrodoro di Chio, filosofo greco del V secolo a. C., “ipotizzare che non esistano mondi come quello su cui abitiamo sarebbe una cosa tanto incredibile quanto ipotizzare una sola spiga di grano in un’immensa pianura”. Dobbiamo però attendere il XVI secolo d. C. per vedere la Terra spostarsi dal centro dell’universo ad una posizione marginale nel cosmo, grazie agli studi di Copernico.

terra esopianeta

Dal 1995 ad oggi, la caccia agli esopianeti ha fornito nuove e sempre più dettagliate informazioni su questi corpi così speciali. In tutto sono stati scoperti più di 5.000 pianeti di questo genere, di cui 1.200 sono stati confermati come tali. E la ricerca va avanti grazie al sostanziale avanzamento tecnologico nel campo dell’astrofisica che fornisce mezzi sempre all’avanguardia. Numerose missioni spaziali sono dedicate esclusivamente allo studio degli esopianeti, come CoRot e Kepler, che hanno rivoluzionato totalmente il nostro modo di vedere l’universo.

La NASA ha in cantiere numerose iniziative, mirate a migliorare la ricerca e lo studio di nuove “Terre”. La storia dell’astronomia va avanti a grandi passi, avvicinandosi inevitabilmente a scoperte mozzafiato, come la fotografia, scattata pochi giorni fa, ad un pianeta in via di formazione, grazie al quale potremo comprendere in modo dettagliato i meccanismi che si celano dietro la nascita di un pianeta.

Gaia Di Federico