Un misterioso fascio di raggi gamma arde vicino al centro della Via Lattea, i ricercatori da anni stanno studiando la natura di questo fenomeno, alcuni ipotizzano si possa trattare di materia oscura

Dal 2009 gli astronomi stanno studiando il cuore della nostra galassia per cercare di capire cosa generi questi segnali; da subito gli scienziati hanno visto queste ricerche come una vicina soluzione all’enigma della materia oscura. Ora, grazie alle nuove rilevazioni, arriva una nuova prova a sostegno delle ipotesi della comunità scientifica. Le osservazioni sono compiute tramite il telescopio Fermi, della NASA, gli scienziati sperano vivamente si tratti di una prova della materia oscura.

“Appare abbastanza chiaro dal loro lavoro che è presente una componente di raggi gamma dovuta all’effetto Compton inverso”, ha spiegato Dan Hooper, astrofisico del Fermi National Accelerator Laboratory, varie ipotesi sono state avanzate dalla comunità scientifica, passando appunto per stelle di neutroni e materia oscura. I ricercatori però si sono mostrati piuttosto concordi sull’origine di questi risultati, infatti sebbene molte ipotesi siano possibili grazie ai dati, quella che si adatta meglio ai modelli rimane la materia oscura.

galassia raggi gamma

Gli scienziati si concentrano anche sullo studio di queste sorgenti presenti in altre galassie, precisamente da quelle che orbitano intorno alla nostra Via Lattea. Tracy Slatyer, astrofisico del MIT ha dichiarato: ”Un’affermazione straordinaria richiede il supporto di prove straordinarie, e ritengo che l’annuncio convincente della scoperta richieda un segnale simile proveniente da un’altra regione di spazio, o il risultato di un esperimento non astrofisico, oltre a quello relativo al centro della galassia”.

Per ora le prove sono ancora piuttosto deboli, nemmeno AMS (Alpha Magnetic Spectrometer) , rilevatore presente sulla stazione spaziale, può confermare la presenza della materia oscura. Oggi molti esperimenti vengono condotti non solo da oggetti presenti in orbita: alcuni strumenti a terra aiutano e integrano i dati che comunque non hanno portato a tracce evidenti, tuttavia i fisici dicono con certezza di essere sulla buona strada.

Gianluigi Marsibilio