Sono stati divulgati i risultati di uno studio che analizza la realtà della ricerca scientifica a livello globale: il rapporto evidenzia uno scenario per l’Italia non molto confortante

La ricerca nell’Unione Europea è in grande sviluppo nell’area baltica: il numero di studi per milione di abitante cresce sempre di più in paesi come Danimarca, Svezia e Finlandia;  se l’Italia rimane indietro con un rapporto di 941 ricerche per milione di abitanti, la vetta invece spetta ai danesi con un numero di 2.628 indagini. Questi dati emergono dal rapporto: ”UNESCO Science Report”, che è stato rilasciato in occasione della giornata :”Scienza per la Pace e lo Sviluppo”; lo studio ha coinvolto oltre 60 esperti che hanno analizzato lo stato della scienza in ogni regione del mondo.

”Il ruolo della ricerca”, dice Irina Bokova, direttore generale UNESCO, ”è per la prima volta riconosciuto come parte per lo sviluppo”; l’ultima pubblicazione di un rapporto simile risale al 2010, le rilevazioni ottenute da questo studio saranno fondamentali per compilare ”2030 Agenda for Sustainable Development”, questo documento sarà basilare per dettare le linee guida della ricerca per il prossimo decennio.

Le pubblicazioni scientifiche nello scorso anno sono aumentate: il numero di articoli ammonta a 1.270.425, nell’unione europea sono stati redatte circa 498.000 ricerche, mentre nelle Americhe circa 417.000. L’Europa resta la regione più prolifica per i ricercatori, con una percentuale che tocca il 22,2% anche perchè in alcuni paesi come la Finlandia e la Danimarca i budget messi a disposizione dai governi crescono annualmente.

appunti ricerca studiosi

La Cina è notevolmente cresciuta dal punto di vista dello sviluppo scientifico: nel paese asiatico viene infatti prodotto il 19% degli studi, inoltre secondo le stime nel 2019 il dragone rosso sarà il paese che investirà maggiormente in ricerca e sviluppo. Buone notizie arrivano dall’Africa, grazie all’incremento di oltre il 60% della propria produzione scientifica nel periodo dal 2008-2014; questi notevoli miglioramenti hanno permesso lo sviluppo del settore agricolo e un’ importante crescita nel settore delle geo-scienze.

Analizzate nel rapporto anche le singole realtà aziendali, per l’Unione Europea osserviamo che le industrie più potenti nel settore della ricerca e dello sviluppo sono le tedesche, infatti al vertice ci sono Wolksvagen, Bmw e Daimler, mentre per l’Italia sono inserite nelle tabelle Finmeccanica e Telecom Italia. L’obiettivo è chiaro: il mondo ha bisogno di sviluppo e innovazione per superare difficoltà dovute all’eccesso di sfruttamento di risorse, l’UNESCO indica la strada della sostenibilità come quella da seguire.

Gianluigi Marsibilio