Il cielo di Halloween questa volta non sarà pieno di strege volanti e fantasmi. Al loro posto stelle cadenti, esplosioni solari e asteroidi

Un asteroide sta viaggiando al altissima velocità in direzione del nostro pianeta ma, niente paura, ci “sfiorerà” soltanto. Questa “zucca spaziale” non viaggia da sola; è accompagnato da uno sciame di stelle cadenti e dal paesaggio di inquietanti relitti di vecchi velivoli spaziali. Stamane una gigantesca esplosione ha fatto sussultare la superficie del Sole: sembra che anche l’universo voglia prepararsi alla notte di Halloween.

Il primo evento cosmico rilevato dai telescopi di tutto il mondo, come già accennato, è stato il Sole, con una potente eruzione avvenuta sul lato che, in quel momento, non era rivolto verso la Terra. Tuttavia, i satelliti della Nasa sono riusciti a catturare delle immagini a dir poco suggestive: un’imponente nube di particelle scagliata nello spazio. La macchia che ha dato origine all’eruzione di povleri dovrebbe essere visibile dalla Terra fra 10 giorni, e chissà cos’altro potrebbe riservare.

La notte è lunga, e a movimentarla sarò l’arrivo di uno sciame di di stelle cadenti che sarà difficilie non notare: sono le Tauridi, corpi celesti di gran lunga più imponenti e brillanti rispetto alle stelle cadenti a cui siamo abituati. Ciò è dovuto ai grani della cometa Encke, che le generano bruciando nell’impatto con l’atmosfera. Le loro dimensioni? Grandi come ciottoli.

asteroide Terra meteorite

La Tauridi faranno da contorno al protagonista indiscusso del cielo di questo Halloween: l’asterodie 2015 TB145, che tra pochissime ora ci saluterà dalla distanza (di sicurezza) di circa 500.000 chilometri. La sua orbita potrebbe urtare alcuni relitti cosmici, resti di vecchi veicoli spaziali, dei veri e propri “fantasmi”, cui l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha voluto dedicare immagini spettacolari, trasformandoli in fonte di ispirazione per opere d’arte.

E, per concludere, una notizia che fa davvero paura:sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss), è stata scoperta la presenza di batteri potenzialmente pericolosi. A riconoscere le cellule “killer” è stato il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della Nasa nel corso della più completa pulizia di batteri e funghi mai realizzata sull’Iss.

Fabio Beretta