Davanti al Palais de Nations un’opera d’arte per ricordare i 70 anni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite

Centonovantatre pietre adagiate su un prato. Un’opera d’arte con un doppio obiettivo: avviare il mondo sulla strada della concordia, dell’unità, della pace, e per ricordarci che non ci può essere futuro senza l’impegno di tutti per raggiungere un nuovo livello di civiltà. Le Nazioni Unite compiono 70 anni e Michelangelo Pistoletto le celebra con “The Rebirth”, nuova versione del suo Terzo Paradiso, carica di significati e nello stesso tempo di speranza. “Ognuno di noi si deve sentire parte di un disegno comune”, esorta in un’intervista l’artista che solo pochi mesi fa ha offerto a Milano, per Expo, la sua “Mela Reintegrata”.

Inastallata sul Parco Ariana, davanti al Palais de Nations, la scultura, donata dall’autore attraverso la mediazione del Governo italiano, è stata inaugurata a Ginevra. Ma l’incontro con la gente c’era stato già prima, seguito con trepidazione appassionata da Pistoletto che ha curato come sempre ogni particolare della realizzazione, dalla scelta delle pietre al loro modellamento fino al posizionamento sull’erba, una accanto all’altra per disegnare i tre cerchi del simbolo che riconfigura il segno matematico dell’infinito, il “simbolo della rinascita – dice Pistoletto -. Un triplice cerchio che è simbolo di nascita perché i due cerchi esterni rappresentano elementi diversi, anche contrari, che devono trovare il modo di connettersi per sviluppare una nuova situazione, qualcosa che non esisteva”.

Pistoletto, The Rebirth, Onu

“L’arte ha sempre avuto una funzione simbolica. In questo caso – sottolinea l’autore -, il simbolo è la ragione stessa delle Nazioni Unite, questo mettere insieme tante nazioni ma anche tante contrapposizioni, per creare una situazione nuova, una nuova società”. Dunque “una speranza per tutti, e in qualche maniera un impegno, perché ognuno di noi si deve sentire come parte di un grande disegno comune”. The Rebirth nasce quindi proprio come simbolo per i 70 anni dell’Onu, nel segno di un nuovo inizio.

Un’opera che diventa emblema di rinascita che incarna lo scopo e la missione delle Nazioni Unite: la ricerca di un equilibrio tra idee divergenti, la creazione di un nuovo mondo di armonia attraverso un dialogo tra gli opposti, l’ispirazione a governare e fare politica secondo modelli alternativi, la promozione di uno sviluppo inclusivo e sostenibile. Nasce da qui l’idea delle pietre, tutte diverse, eppure tutte vicine. Pietre che arrivano dai vari paesi del mondo, “scelte per le loro caratteristiche naturali, ognuna diversa per aspetto e per colore”. A rappresentare l’Italia una pietra bianca di Carrara. Su ognuna è inciso il nome della nazione che rappresenta. Il terzo paradiso, ovvero quel mondo più sostenibile che dovrà nascere dall’incontro di natura e artificio, da oggi è forse un po’ più vicino.

Fabio Beretta