In questi giorni si è parlato della realizzazione di un tunnel spazio-temporale simile a quello di un famoso film di fantascienza. Quanto di questo è vero?

La ricerca presentata dall’Università Autonoma di Barcellona su Scientific Reports ha avuto una risonanza mediatica molto importante in questi giorni, viene presentata come un risultato che ci catapulta direttamente in un’era fantascientifica fatta di viaggi interspaziali dentro tunnel spazio-temporali. La realtà però è leggermente diversa, questa scoperta rappresenta un passo molto importante per questo tipo di ricerche, che avrà come prima applicazione il miglioramento delle risonanze magnetiche nucleari rendendole più sicure.

La ricerca si apre con questa frase: ‘’ unire due parti distanti di universo è apparentemente impossibile’’, tuttavia tramite l’ausilio di ‘’mantelli dell’invisibilità’’, ovvero materiali che reagiscono in maniera da rendere alla luce impossibile il passaggio di un campo magnetico, è stato permesso ai ricercatori di creare un tunnel che permettesse il passaggio di un campo magnetico.

Per la creazione di un vero tunnel spazio tempo sarebbe necessaria una quantità di energia gravitazionale enorme per manipolare il campo magnetico.
Il fenomeno come dice Cosmelli è più di tipo quantistico perché è ancora impossibile parlare di tunnel spazio-temporale, dato che solo una delle due identità magnetiche è riapparsa alla fine del tunnel.

wormhole1

In questi anni molte sono le ricerche scientifiche in cui si è provato a illustrare questi fenomeni come ad esempio quella di Paolo Salucci della SISSA di Trieste che attraverso le equazioni di Einstein ha lanciato l’ipotesi che la Via Lattea non sia altro che un tunnel spazio-temporale.

Altro a sostenere l’ipotesi di Salucci è stato lo scienziato italiano Cosimo Bambi, docente all’università di Shanghai, che attraverso le osservazioni con il telescopio Gravity punta a scoprire la natura del buco nero situato al centro della nostra galassia, secondo lo scienziato questo buco nero non sarebbe altro che un wormhole.

Gianluigi Marsibilio