Le missioni spaziali, protagoniste di questi ultimi giorni, sono molto costose, è vero, ma sono necessarie alla ricerca scientifica

Troppe volte in queste settimane di grandi scoperte e viaggi nello spazio, abbiamo sentito attaccare i programmi spaziali, colpevoli di sprecare del denaro pubblico per riuscire a realizzare obiettivi che non interessano altro che una nicchia di persone, appassionate di scienza e del cosmo. Ma è realmente così? Le ragioni per sostenere la ricerca spaziale sono veramente così superficiali?

Forse nessuno conosce i risultati degli esperimenti effettuati in microgravità sulla ISS, grazie ai quali  si è arrivati ad avere un braccio meccanico che agisce in risonanza magnetica per attaccare più precisamente le cellule tumorali con i farmaci specifici. Altri aspetti medici analizzati nello spazio sono la ricerca contro l’osteoporosi:  infatti lo studio della massa ossea in assenza di gravità( gli astronauti perdono 1,5% della massa ossea in un mese)  permette di sperimentare nuovi farmaci.

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Con la spedizione di Samantha Cristoforetti si è attivato un progetto ( DRAIN BRAIN) con l’Università di Ferrara, che punta a scoprire quali sono le cause di malattie neurodegenerative, come la sclerosi attraverso lo studio del reflusso di sangue in microgravità. Sempre all’interno del programma della Stazione Spaziale vengono condotte nuove scoperte e testati nuovi materiali, infatti le nuove protesi vengono progettate grazie al rilevatore di particelle all’interno del laboratorio spaziale orbitante.

In campo economico e commerciale lo spazio rappresenta una risorsa infinita per la ricerca di nuove materie prime, si è discusso molto sulla possibile estrazione di elio-3 sulla luna o sullo sfruttamento minerario degli asteroidi. Lo spazio inoltre è il più grande esempio di collaborazione pacifica tra paesi, all’interno di molti progetti e in particolare per quello della ISS tutte le agenzia spaziali si mettono insieme per riuscire a spingere l’uomo al di là dei suoi limiti. La terra secondo uno studio delle Nazioni Unite, può sostenere da 8-15 miliardi di persone, oggi abbiamo ampiamente oltrepassato i 7 miliardi, non sarebbe bene trovare altri lidi?

Gianluigi Marsibilio