Grazie a fossili di piante vissute 540 milioni di anni fa ora è possibile conoscere l’inizio della vita sulla Terra

Gli organismi viventi e i vegetali che hanno popolato gli oceani primitivi utilizzavano gli stessi metodi di riproduzione seguiti ancora oggi dalle piante moderne. Lo rivela l’analisi dei fossili di organismi marini vissuti oltre 565 milioni di anni fa, fra i primissimi esempi di riproduzione di un organismo complesso sulla Terra.

I fossili, scoperti in Canada, appartengono al gruppo dei Rangeomorfi, tra i primissimi esseri complessi che hanno popolato la Terra, e in particolare ai Fractofusi, simili a delle felci. Sono poi scomparsi misteriosamente all’inizio del periodo Cambriano, 540 milioni di anni fa, rendendo difficile per gli studiosi collegarli ai moderni organismi, e capire come vivessero e si riproducessero. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature, rivela che già in un’epoca così remota i metodi di riproduzione fossero quelli usati dalle piante moderne.

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I ricercatori dell’università di Cambridge, coordinati da Emily Mitchell, hanno scoperto che le piante primitive si riproducevano in due fasi e con due metodi diversi: in un primo momento ‘allungando’ il proprio corpo con una sorta di ramo, chiamato stolone, in modo da stabilirsi in una nuova aerea; quindi procedevano alla rapida colonizzazione delle zone limitrofe con delle gemme che venivano trasportate dalla corrente.

”Purtroppo, trattandosi di fossili, lo studio non può stabilire se queste gemme siano state il risultato di un metodo di riproduzione sessuato o asessuato”, ha osservato il direttore del Laboratorio di Biologia dello sviluppo dell’università di Pavia, Carlo Alberto Redi. ”Ma il dato importante – ha aggiunto – è che viene dimostrato che già 540 milioni di anni fa i metodi fossero praticamente gli stessi di quelli dei vegetali moderni. E questo non si sapeva”.

(Fonte ANSA)

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