Formata dai Ministri della Cultura di tutto il globo un impegno contro la violenza al patrimonio culturale mondiale

Si è conclusa con l’approvazione della “Dichiarazione di Milano” la Conferenza Internazionale dei Ministri della Cultura, tenuta ad Expo2015. Un documento congiunto dove gli 83 paesi partecipanti “condannano la violenza contro il patrimonio culturale mondiale”. “I ministri esprimono la loro più ferma condanna all’uso della violenza contro il patrimonio culturale mondiale, ed esortano al rispetto e alla tolleranza reciproca quali strumenti idonei al dialogo fra i popoli. Essi esprimono la loro solidarietà alle nazioni colpite da catastrofi naturali, esortano la comunità internazionale ad operarsi per la salvaguardia e il recupero dei beni culturali”.

In ultima istanza, i ministri “rivolgono un appello alle Nazioni Unite e all’Unesco affinché i principi del dialogo tra le culture, il rafforzamento della tolleranza e il rispetto reciproco fra popoli e culture diverse siano mantenuti al centro dell’azione della comunità internazionale”. Dario Franceschini ha così commentato la firma del documento: “In questo bellissimo dialogo è emersa la consapevolezza di un lavoro comune da fare. L’eredità di questo incontro resterà per molto tempo e, per una volta, come Italia, dovremmo essere orgogliosi di averlo organizzato. Se c’è stata una partecipazione così vasta è perché fuori dai confini nazionali il ruolo dell’Italia nella cultura è riconosciuto molto di più che nel nostro Paese”.

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Alla conferenza era presente anche Umberto Eco, che ha tenuto una “lectio” ai ministri sull’importanza della conoscenza e della cultura. “La diffusione della cultura e della conoscenza reciproca dei patrimoni culturali dei vari Paesi può costituire uno degli elementi di salvezza per un mondo sempre più globalizzato”. Questo il monito lanciato da Eco. “La conoscenza di altre culture non elimina l’odio e la diffidenza per chi è diverso da noi e non dobbiamo fingerci anime belle e pensare che con il contatto culturale si possano salvare i bambini che muoiono di fame in Africa. Ma non dimentichiamo che è stato anche su sollecitazioni culturali che tanti volontari sono partiti per prestare la loro opera verso Paesi in difficoltà, scoprendo, tramite una cultura differente, che quei popoli erano uguali a loro”.

Durante il suo intervento, il letterato italiano ha risposto all’ex ministro Tremonti, senza citarlo: “Quel politico italiano che anni fa disse che “Con la cultura non si mangia”. Beh, oggi quelle domande sono prive di senso. Perché per molte nazioni i beni culturali costituiscono un incremento per l’economia delle città. Non è una questione solo economica: la cultura è fondamentale per la comprensione reciproca in un mondo in cui le diverse culture vivono in continuo contatto”. Nella parte finale del suo discorso ha ringraziato i ministri per il lavoro che svolgono: “Voi ministri siete i protagonisti della mutua comprensione tra i popoli. Anche quando promuovete i beni culturali dei vostri Paesi, state lavorando per il bene di tutti. Per questo meritate il nostro ringraziamento”.

Fabio Beretta

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