Lo stress che accumulano i partecipanti ai rave party hanno sul corpo lo stesso effetto che ha l’ecstasy

Lo stress causato dalla partecipazione ad un rave party ha degli effetti che alterano le condizioni neurologiche tanto quanto una dose di ecstasy, questa è la scoperta che emerge da una ricerca dell’Istituto Neurologico Mediterraneo che dimostra come luci, alto volume e rumori di sottofondo generano disfunzioni nell’area della memoria e nei processi di apprendimento. Questa ricerca è stata coordinata dal laboratorio di Neurofarmacologia, Dipartimento di Patologia Molecolare, I. R. C. C. S. Neuromed di Pozzilli (IS), lo studio è stato pubblicato su Pharmacologichal Research.

I ricercatori hanno studiato cosa provoca la reazione a questo insieme di sovraffollamento, musica e luci intermittenti, concludendo che, anche dopo parecchie ore, il cervello rimane esposto ai traumi e allo stress che un evento del genere provoca. Le ricerche sono state condotte su dei modelli animali e come ricorda Carla Busceti, coordinatrice del laboratorio di Neurofarmacologia :”Un ragazzo va volontariamente a queste feste, e può decidere di restare o andarsene quando vuole”.

ZUR13 - 19990806 - ZURICH, SWITZERLAND : Hundreds of thousands of techno fans replaced sober-suited bankers Saturday 07 August 1999, as the Swiss financial capital Zurich turned into a huge rave party. Love mobiles slowly made their way through city's streets, vibrating with the latest rave and house music.  EPA PHOTO KEYSTONE/TEAM/FINN-cl

Saranno quindi necessarie altre indagini per valutare con certezza se questi fenomeni si verificano anche negli esseri umani. “Ci troviamo di fronte ad un potenziale fenomeno subdolo, nel quale non c’è un malessere evidente, eppure le capacità cognitive sono alterate, e lo rimangono nel tempo”.
Il laboratorio analisi del centro di ricerca, come ricorda Valeria Bruno “Conduce da tempo ricerche sugli effetti dell’abuso di droghe”, le alterazioni come ricorda la scienziata “possono influire pesantemente e inconsapevolmente sulla vita dei giovani”.

Gianluigi Marsibilio

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