Circa 60 tra sindaci e amministratori cittadini, provenienti da tutto il mondo, si sono riuniniti in Vaticano per dibattere su cambiamento climatico e povertà

I sindaci di tutto il mondo si riuniscono per tener fede a due questioni di vitale importanza: il riscaldamento globale e l’aiuto ai poveri. Il luogo prescelto per l’incontro, a meno di un mese dall’emissione dell’enciclica di Papa Francesco sull’ambiente, è proprio la Santa Sede.

I due giorni di conferenza hanno visto, inoltre, l’elaborazione di metodi atti a fronteggiare le moderne forme di schiavitù. Nonostante il tema non sia nuovo, per la prima volta in Vaticano si assiste ad un incontro che coinvolge le autorità locali in prima persona. È l’importanza del tema stesso che spinge a questo sodalizio. La speranza di intraprendere al più presto azioni efficaci impone di stare costantemente accanto ai leader mondiali. Tutto ciò in vista di un vertice globale sui cambiamenti climatici, in programma per il mese di dicembre a Parigi.

Da qui l’impegno dei sindaci a sollecitare i leader mondiali ad un accordo relativo al clima che ponga al riscaldamento globale un limite di sicurezza per l’intera umanità, proteggendo le vite dei poveri, messe in serio pericolo dai cambiamenti climatici in corso.

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Accolto con grande ammirazione, Papa Francesco si dimostra onorato della presenza dei sindaci in veste di protagonisti dalle “periferie”, lasciando trasparire la sua solita attenzione verso zone e persone “dimenticate”. “Non si può dire che la persona e il rispetto per l’ambiente siano qui -spiega il Papa in spagnolo, durante il suo breve discorso di accoglienza- È questo ciò che ho tentato di esprimere con l’enciclica “Laudato Si’”, non si può separare l’uomo da ciò che lo circonda. Vi è un impatto reciproco”.

Papa Francesco esprime anche la sua preoccupazione per la crescita incontrollata delle zone in cui è la povertà a fare da padrona e per l’effetto rebound che la deforestazione in Brasile provoca sugli esseri umani, invitando i presenti alla conferenza a prestare particolare attenzione ai problemi relativi alla distruzione dell’ambiente. Le reazioni dei sindaci mostrano come il messaggio sia arrivato, forte e chiaro. “Sua Santità non ci ha riuniti qui per ratificare lo status quo, ma con il fine di sconvolgerlo”, dice Bill De Blasio, sindaco di New York. “Gli strumenti in possesso dei sindaci -come ribadisce anche il Governatore della California Jerry Brown- servono a mettere pressione ai leader mondiali”.

La conferenza ha definito i cambiamenti climatici indotti dall’uomo come una “realtà scientifica” e il loro controllo come un “imperativo morale per l’umanità”. Essa risulta avere risonanza mondiale: “I politici sicuramente non vi rimarranno indifferenti”, dice Enrico Brugnoli, direttore del Dipartimento di Scienza del Sistema Terrestre e Tecnologie ambientali al Consiglio nazionale delle Ricerche d’Italia. Il fatto, poi, che si sia svolta sotto il segno di Francesco ha permesso di avvicinare messaggi radicali alla realtà delle persone comuni.

Nell’enciclica, il Papa ha realmente gettato le basi per una trasformazione politica, economica e sociale, rivolgendosi a “tutte le persone che abitano questo pianeta” e riscontrando nel consumismo e nello sviluppo irresponsabile i comuni avversari di cambiamenti climatici e degradazione ambientale. Ed è stato proprio un incoraggiamento del pontefice a chiudere la conferenza: “Nutro grandi speranze per il vertice di dicembre a Parigi. Spero che l’accordo fondamentale venga raggiunto e che le Nazioni Unite prendano una posizione forte sul cambiamento climatico”.

Chiara Pirani

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