La NASA ha annunciato la scoperta di una “nuova Terra”: orbita intorno ad un proprio sole e potrebbe ospitare la vita.

L’annuncio è arrivato alle 18:00 (ora italiana) da Washington e fin dal primo pomeriggio i media di tutto il mondo erano colmi di enfasi.

L’ agenzia spaziale americana, nell’annunciare la conferenza stampa aveva detto di dover rilasciare una notizia che avrebbe cambiato per sempre la nostra visione dello spazio.

Le caratteristiche principali del pianeta che lo rendono simile alla nostra terra sono: ha un’orbita che impiega solamente 20 giorni in più (385) della nostra ad orbitare intorno alla sua stella, ruota intorno ad una stella che ha molte somiglianze con il sole, infatti è solamente il 4% più massiccia e un 10% più brillante, e la distanza dal suo sole (Kepler-452) fa pensare alla presenza d’acqua, importantissimo indicatore di presenza di vita in un pianeta.

Il pianeta ha trascorso 6 miliardi di anni nella ‘’zona abitabile’’ e questa frazione significativa di tempo ‘’potrebbe permettere ad una qualche forma di vita di manifestarsi’’ così ha dichiarato Jon Jenkins, analista della NASA durante la conferenza.

Il pianeta però è a 1400 anni luce da noi, ovvero 10 milioni di milioni di km, un viaggio per noi inimmaginabile.

La scoperta è stata fatta dalla missione Kepler che ha confermato 1024 esopianeti, trovato 4600 possibili candidati e ha ancora moltissimi terabyte di dati da analizzare che potrebbero riservare ancora tante sorprese, come ricorda il presidente INAF ( Istituto Nazionale di Astrofisica) Bignami sulle colonne de ‘’La Stampa’’ : ‘’ La caccia agli esopianeti è cominciata meno di 20 anni fa, e gli astronomi costruiscono strumenti sempre migliori’’.

Kepler attualmente monitora oltre 145.000 soli nella Via Lattea, puntando particolarmente le costellazioni del Cigno, della Lira e del Drago, i dati vengono gestiti dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa a Pasadena e dall’Harvard Smithsonian Center for Astrophysics.

 

Gianluigi Marsibilio

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