Una nuova ricerca italiana, utile per la cura di Parkinson, sordità e malattie cardiache

Con un semplice telecomando si possono “accendere” a distanza le cellule nervose; questo è possibile grazie ad una nuova tecnica di stimolazione wireless, basata sull’uso di ultrasuoni e nanoparticelle. Asvilupparla è stato un gruppo di ricerca internazionale guidato dal Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia a Pontedera, e dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

I risultati sono molto promettenti, anche se ottenuti solo in provetta. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista ACS Nano (http://pubs.acs.org/doi/full/10.1021/acsnano.5b03162), e potrebbe aprire la strada ad una nuova stimolazione neurale non invasiva, senza cioè l’uso di elettrodi collegati al paziente. Potrebbe aiutare nella cura di malattie come il Parkinson, la sordità e la stimolazzione dei muscoli, cuore compreso.

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Attilio Marino, dottorando in BioRobotica del Sant’Anna spiega che  ”Nei nostri esperimenti abbiamo coltivato i neuroni in presenza di nanoparticelle piezoelettriche, capaci cioè di convertire energia meccanica in energia elettrica. Per produrle abbiamo usato il titanato di bario, un materiale biocompatibile e sicuro anche ad alte concentrazioni”.Le nanoparticelle, una volta a contatto con i neuroni, si vanno ad incastrare sulla loro membrana esterna, pronte ad entrare in funzione. “Quando vengono stimolate a distanza con gli ultrasuoni -aggiunge Manno- le nanoparticelle si deformano e convertono questa energia meccanica in un potenziale elettrico in grado di eccitare le cellule nervose”.

Fabio Beretta

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