Siglato un accordo tra Breakthrough e Berkeley: un nuovo passo per la ricerca di vita intelligente extraterrestre

Il 20 luglio è stato reso pubblico un accordo storico per il SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligent), infatti la Breakthrough Prize Foundation e l’università della California hanno depositato alla Royal Society di Londra un contratto da 100 milioni di dollari. Il progetto Breakthrogh Listen avrà lo scopo di monitorare, attraverso il radiotelescopio di 64 metri Parkes in Australia e il radiotelescopio di 100 metri di Green Bank, oltre 1 milione di stelle vicine e almeno 100 galassie alla ricerca di segnali di origine extraterrestre.

I soldi della fondazione guidata da Yuri Milner, donati in un arco di dieci anni, saranno destinati all’università di Berkeley. L’iniziativa è stata resa nota alla presenza dello stesso Milner che si è fatto accompagnare da Stephen Hawking, Sir Martin Rees (astronomo reale, Presidente della Royal Society fino al 2010), Frank Drake (ideatore del progetto SETI) e da Geoff Marcy (il più prolifico scopritore di esopianeti).

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Questo accordo permetterà di scandagliare i cieli con una precisione mai avuta, infatti le misurazioni saranno 50 volte più precise e copriranno un’area di cielo 10 volte più grande della precedente. I fondi permetteranno in parallelo al Lick Observatory in California di continuare la caccia ai pianeti extrasolari e di renderla ancor più efficace con delle nuove trasmissioni ottiche via laser, finalizzate alla ricerca di vita. Con questi nuovi fondi si avrà la possibilità di studiare il cielo usando l’intera porzione dello spettro radio accessibile dal suolo terrestre, che va da qualche centinaio di megahertz a 10 gigahertz.

Il database originato da questo programma sarà enorme e di dominio pubblico, e nel caso in cui nessun segnale extraterrestre venga fuori, costituirà la base per le future ricerche, in modo da renderle più accurate e finalizzate alla ricerca di intelligenze extraterrestri.

Questo progetto si affianca al lavoro di seti@home, e permette a chiunque di scaricare un programma (qui) per contribuire alla ricezione e all’organizzazione dei dati che quotidianamente arrivano dai vari radiotelescopi del progetto SETI.
Qui troverete il link per scoprire cos’è il SETI (http://www.seti.org/)

Gianluigi Marsibilio

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